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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 022/2018  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: martedì 30 ottobre 2018
PAGINA: 27 AUTORE: Miriam Romano

 

 

Alla ricerca della gioventù perduta

 

Alcol e vita sregolata, le 40enni come ragazzine

 

In barba a figli e mariti, si buttano a capofitto in notti folli e amori di pancia.
E si scambiano foto sui social come delle adolescenti
 

 

La porta di casa si spalanca alle quattro del mattino. Il buio ancora affonda come un lenzuolo sulle strade. Il ragazzino si rigira nel letto sentendo il rumore dei tacchi alti della madre che, con il passo maldestro di chi ha bevuto più del dovuto, ha fatto di nuovo le ore piccole. Toccherà a lui, ancora giovane, far la parte del genitore e rammendare le coperte alla mamma che intanto ha già sporcato col rossetto rosso la federa del cuscino. Questo breve ritratto domestico non si riferisce a un singolo fatto di cronaca. Sono tante le donne che superati i quarantenni si ostinano a indossare i panni della ragazza ribelle. Tanto che l’appellativo “signora” quasi non s’addice più a queste donne.
La mattina perdono tempo a spalmarsi sulle labbra i rossetti colorati. Disinvolte si infilano minigonne strette, tanto corte da non lasciare celata nemmeno la parte superiore delle cosce. Smanettano con il telefonino come fanno i ragazzini. Al punto che la notte s’addormentano col cellulare sotto il cuscino per tenere sotto controllo i messaggi dei loro nuovi innamorati. A quarant’anni succede così per molte donne. «Otto donne su dieci», spiega la psicoterapeuta Mio Lì Chiung, direttrice dello studio di psicologia Salem «si sentono insoddisfatte e tornano all’adolescenza». Vanno in cerca di amori fugaci. Si imbellettano come le giovinette alle prime feste in discoteca. Con colori sgargianti, vestitini attillati, tentano di accalappiare i compagni di una notte. Come si fa a vent’anni, quando la testa è leggera quanto il corpo: le “signore-bambine” non cercano relazioni durature, magari coniugali, ma solo un diversivo per qualche ora.
«Sempre più spesso incontro donne che si rivolgono al mio studio perché sentono una insoddisfazione sentimentale e sognano una rinascita emotiva. Si sentono imprigionate in una vita che non le soddisfa, che non sentono più loro», spiega Mio Lì Chiung. Come un matrimonio ridotto a brandelli o un’unione coniugale che tiene botta solo per l’inerzia dei corpi degli sposi.
Qualcun’altra invece si è sposata forse troppo presto. Privata delle follie che si fanno in giovane età, tenta di recuperare seppure qualche grinza sul viso stia già per renderla più sfumata di un tempo. «Il desiderio di essere nuovamente corteggiate, cercate e desiderate spesso le porta a ricercare relazioni che sfociano in profonde delusioni. E così si innesca il circolo vizioso del voler cercare un altro uomo che riempia questo vuoto e che faccia aumentare la loro autostima. Purtroppo però, molto spesso, i risultati non sono quelli sperati. Il fatto di affidare la propria autostima ad un estraneo è la cosa più pericolosa che una persona possa fare», aggiunge Chiung. Le quarantenni, poco convinte dei loro anni, si gettano perfino tra le braccia di giovanotti, che se le pigliano, come si fa a quell’età, giusto per il tempo che “serve”. In barba ai figli e ai mariti, si buttano a capofitto in amori di pancia e come innamoratine si scambiano foto e video a tutte le ore del giorno. Passano il tempo a pittarsi le unghie, scordandosi perfino di andare a lavorare. Come le giovani che marinano la scuola, anche le quarantenni tornate bambine sbuffano davanti agli obblighi. I figli hanno due scelte di fronte al comportamento insolito delle mamme: c’è chi ne approfitta, prendendosi la libertà sotto il naso assente della madre r chi rovescia i ruoli, diventando genitore della signora-adolescente.
«suggerimento è quello di ripartire da se stesse: solo capendo te stessa puoi imparare ad amare ed essere amata», sottolinea Mio Lì Chiung. A tornare indietro nel tempo, sono spesso donne anche affermate professionalmente. «Si tratta di donne fantastiche, che hanno tante qualità e risorse, ma che stanno affrontando un loro disagio in modo frettoloso. Iniziare un percorso di psicoterapia ti insegna a conoscere lati del tuo carattere nascosti e ad imparare a gestirli. Inoltre permette ad una donna di non ricadere nella scelta sbagliata del partner. Non si tratta di una “crisi di mezza età” ma di un risveglio di antichi desideri sopiti.

 

 

  

 

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