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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 002/2019  
FONTE: Marie Claire GIORNO E DATA: 11 aprile 2018
PAGINA: internet AUTORE: Mia Arderne)

 

 

 

La violenza femminile esiste ed è sempre esistita, non è tanto frequente quanto quella degli uomini, ma c’è. L’uomo per sua natura è più aggressivo, la donna un po’ meno, se facciamo riferimento al nostro retaggio animale, allora troviamo l’aggressività femminile pari a quella maschile. Ci sono stati millenni di evoluzione che ha attenuato l’aggressività, poco quella maschile e di più quella femminile. Che cosa ha portato a un aumento dell’aggressività femminile? Nelle scuole la violenza femminile è in aumento, le bulle sono sempre più in aumento. È una questione di droga e di alcol, d’imitazione del comportamento maschile? Non certo la partecipazione femminile a operazioni di guerra, perché le guerriere esistevano anche qualche migliaio di anni fa. Ci auguriamo di poter approfondire questo fatto quanto prima. R.B.

 

È ora di smetterla di stupirsi dell’esistenza di donne violente

 

«La violenza nelle donne è sempre stata vista come qualcosa di isterico, una malvagità passeggera»

 

Perché è difficile accettare l’esistenza di donne violente? Perché puntiamo il dito solo contro la violenza maschile? Credo che, invece, sia importante parlarne e vi spiego perché. La cultura pop è abituata a mostrare donne sessualizzate e sanguinanti alla Tarantino. Mi viene in mente il video BBHMM di Rihanna in cui viene strillato il puro piacere che prova una donna violenta e impunita. Ma questa è finzione show, non è la realtà. Ultimamente sono arrivata a capire come immaginiamo la nostra donna violenta: non è reale, è costruita, romanzata.
Le donne violente, invece, sono reali e sono tutt’altro che glamour. La loro violenza è reale e non ha niente a che vedere con l’estetica. Quando le donne sono violente per una causa, qualunque essa sia, vengono disprezzate molto più rispetto a quanto vengono disprezzati gli uomini violenti. La violenza negli uomini è normalizzata. Le donne violente, le donne vittime di abusi, le donne emarginate, le donne militanti e le donne rivoluzionarie incontrano, in generale, più difficoltà rispetto agli uomini sia in ambito mediatico sia in ambito giudiziario. Perché?
Ci si aspetta che le donne affrontino le difficoltà con grazia e gestiscano le avversità con dignità ed equilibrio. La violenza, non solo la violenza fisica, è sempre stata per le donne qualcosa da attenuare. È sempre stata vista poi come qualcosa di nevrotico, isterico, una malvagità passeggera, emotiva. Raramente come qualcosa di ben radicato.
Io penso che sia arrivato il momento di cambiare questa visione errata se vogliamo crescere. Se vivere nella rabbia può essere distruttivo, dobbiamo permettere alla rabbia di potersi manifestare. Quando gestiamo le cose con grazia, controlliamo il nostro comportamento, controlliamo la nostra energia, la rabbia non avrà modo di uscire, resterà ignorata. La rabbia, insieme alla violenza e al dolore, continuerà a vivere dentro di noi, come è accaduto per secoli in particolare nelle donne.
Ormai tolleriamo gli abusi, le relazioni traumatiche, le differenze di genere in ambiente lavorativo e in quello domestico. Alla fine da qualche parte, la grazia latita e la capacità di recupero assume una nuova forma. Perché ci si aspetta che le donne siano impermeabili al "veleno", che scivoli via dalla loro pelle? La pelle è porosa, assorbe. Come può la violenza subìta dalle donne scivolare via? Le donne hanno una loro violenza. Perché però siamo più impressionati quando le donne commettono gli stessi atti di violenza che normalmente commettono gli uomini? Perché le donne vengono giudicate più duramente? Perché si tratta di eventi più rari.
Non tiriamo in ballo le donne rivoluzionarie, le donne che hanno combattuto per la propria vita e quella degli altri, donne che hanno sopportato l’abuso e l’oppressione, donne abusate e torturate. Donne come Ellen Pakkies, Cyntoia Brown e Winnie Madikizela-Mandela. Se non sei una donna di colore che ha sopportato la violenza, non parlare male di ciò che non sai e di ciò che non puoi capire. Sii grata di non avere mai dovuto combattere le loro lotte, affrontare quello che hanno dovuto affrontare loro.

Via marieclaire.co.za
foto di gbarkz su Unsplash

 

 

 

 

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