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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


 

N° 003/2019  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: giovedì 03 gennaio 2019
PAGINA: Pag. 8 AUTORE: Giuliana Covella

 

 

 

La vittima, come l’aggressore, sono originari dello Sri Lanka e da dieci anni in Italia. Un episodio feroce e raccapricciante per la violenza psicologica, abbinata a quella fisica: non solo le ha messo il guinzaglio del cane, ma ha iniziato a trascinarla sul selciato. Qual era il suo messaggio? Voleva dirle “Non sei una persona, sei un cane – anzi una cagna – e mi appartieni e farai e verrai, dove voglio io”. I protagonisti non sono italiani di cultura, ma ciò non significa nulla, protezione, prevenzione e educazione spettano allo Stato italiano, anche per gli impegni presi con “la Convenzione di Istanbul”, di tale Convenzione non si sente più parlare e sta scivolando verso il dimenticatoio.
È vero che il guinzaglio come oggetto per perversioni sessuali è in vendita per corrispondenza, però in questo caso c’è stata un’imposizione umiliante da parte di un individuo convinto di essere proprietario di un essere umano e che considera inferiore. Sedici mesi di condanna sono ridicoli. Il codice dice così? Modifichiamo e aggiorniamo le leggi. La foto riportata è una pubblicità per la vendita di guinzaglio con manico sculacciatore. R.B.

 

Mette il guinzaglio del cane alla fidanzata che vuole lasciarlo

 

Napoli, l’uomo sottratto all’ira della folla: condannato ma resta libero

 

Picchiarla non gli era bastato. Calci e pugni non erano serviti a tenerla legata a sé. Allora ha pensato di umiliarla, addirittura mettendole al collo il guinzaglio del cane a cui lei era tanto affezionata e che invece lui aveva minacciato di ammazzare se lo avesse lasciato.
L’ennesima storia di violenza ai danni di una donna di 39 anni è accaduta a Napoli, ai Gradoni di Chiaia, dove un uomo di 38 anni è stato arrestato ieri dagli agenti dell’Unità operativa Affari Generali della polizia municipale coordinata dal capitano Bruno Capuano. La vittima, che aveva deciso di lasciare il compagno, è stata raggiunta dall’uomo che prima l’ha colpita a pugni e schiaffi, poi le ha messo al collo il guinzaglio del cane della donna, che è svenuta. Trasportata in ospedale, le sono stati riscontrati traumi guaribili in 21 giorni.
Una storia di ordinaria violenza per gli agenti a cui, quando sono giunti sul posto insieme agli operatori del 118, l’uomo ha detto che la compagna era stata colta da malore e stava tentando di rianimarla, mentre i passanti continuavano a inveire contro di lui. L’aggressore è stato dapprima portato in un locale pubblico per sottrarlo all’ira della folla, e poi negli uffici della polizia locale dove è stato identificato.
Una volta in ospedale, la donna ha raccontato ai poliziotti le violenze quotidiane subite dal partner per gelosia. L’ultimo episodio era stato scatenato dalla decisione di lasciarlo. Raggiunta in strada dove era in attesa di un taxi, è stata strattonata e presa a pugni e schiaffi. Poi l’ex fidanzato le ha messo il guinzaglio del cane trascinandola sul selciato. Arrestato su disposizione del pm di turno, l’uomo è stato giudicato per direttissima e condannato a un anno e quattro mesi (pena sospesa) oltre all’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima.
«Un plauso agli agenti – ha detto l’assessore comunale napoletano della polizia municipale, Alessandro Clemente – intervenuti con professionalità e tempismo in una drammatica quanto meschina violenza a danno di una donna indifesa. Importante che tutte le persone in difficoltà conoscano l’esistenza della Stanza dell’Ascolto presso la sede dell’Unità Operativa Tutela Minori ed Emergenze Sociali della polizia locale in via Alessandro Poerio, dotata delle più moderne tecnologie per un ascolto protetto».
Giudica «ripugnante quanto accaduto a Napoli «Roberto Calderoli, vice presidente leghista del Senato, che aggiunge: «Una violenza non soltanto fisica, ma anche psicologica, con un’umiliazione forse addirittura più grave di percosse, schiaffi e pugni. Purtroppo, codice alla mano, in questo caso i reati commessi non sono considerati così gravi, e dunque penalmente questo vigliacco ha potuto cavarsela solo con sedici mesi di condanna. Dico purtroppo. Perché per uno così servirebbe buttare la chiave della cella», conclude.


 

 

 

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