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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritÓ
 


N° 014/2021  
FONTE:   Libero GIORNO E DATA: mercoledì 10 febbraio 2021
PAGINA: 13 AUTORE: Caterina Maniaci

                                        

 

 

Dalla Sicilia alle stelle

 

È un ingegnere con tre lauree
La ragazza leader dello spazio

 

Chiara Cocchiara, 33 anni, ha raggiunto il suo obiettivo: «La mia vita è diventata proprio quello che sognavo». Adesso l’astronauta è pronta per andare su Marte
  
 

Chiara Cocchiara è una ragazzina che vive a Gela, in Sicilia. Cresce davanti a un mare antico, ricco di memorie, qui è morto Eschilo e lei legge con passione i tragici greci, Plutarco, Seneca.
Quando guarda il mare, l’orizzonte senza confini le fa nascere il desiderio di andare ancora più in là. Non pensa solo a viaggiare, a vivere una vita avventurosa. Sogna più in grande: l’infinito dello spazio. Lo sogna fin dai primi anni del liceo classico. «Volevo diventare un’astronauta, lo volevo con chiarezza fin da adolescente», racconta a Libero, ora che è diventata ingegnere aerospaziale di fama internazionale.
Continua la sua storia. Dopo il liceo lascia la Sicilia per poter frequentare la facoltà di ingegneria aerospaziale a Pisa. Non ha ancora 20 anni e già la sua vita sembra essere proiettata verso le distese siderali e comincia a mietere successi. Diventa ingegnere aerospaziale, consegue tre lauree specialistiche prese in altri Paesi europei, comincia a girare il mondo per studiare e lanciare satelliti di tecnologia avanzata. A trentatré anni è l’unica italiana nominata dalla Federazione Astronautica internazionale (Iaf) tra i sei vincitori nel mondo del premio Giovani leader dello spazio. L’autorevole rivista Usa Forbes la segnala tra i migliori “talenti under 30” nel 2017.
Italia paese di bamboccioni, di ragazzi che non vogliono andarsene da casa fino quasi alle soglie della pensione? Se ci si imbatte in storie come questa gli stereotipi cedono. Storie diverse una dall’altra, ma con un filo rosso che le accomuna: volontà ferrea, capacità di affrontare i sacrifici, idee chiare sugli obiettivi da raggiungere, capacità di pensare in grande. Oggi Chiara può dichiarare a buon diritto che «i miei sogni di liceale si sono avverati, la mia vita è diventata proprio quello che sognavo»; nei giorni di sole e di mare dell’adolescenza.
NULLA È PER CASO
Ma niente è arrivato per caso. Tre lauree specialistiche in Italia, Francia e Svezia, un tirocinio e stage all’Agenzia spaziale europea poi nel 2016 diventa l’unica europea ad aver fatto parte del programma che simula la vita su Marte. E poi un vortice di iniziative, di riconoscimenti, di attività a livello internazionale, la vita in Germania dove vive attualmente e lavora per l’Eurmetsat. E nello stesso tempo, molte attività di volontariato e di divulgazione, nelle scuole, a contatto con bambini e ragazzi «Mi piace molto parlare con loro e la prima cosa che spiego è che devono cercare sempre di scegliere un lavoro che li appassioni davvero».
Fare l’astronauta è stato bello come in quei sogni di bambina? «Ancora più bello. In realtà non sono ancora uscita a “passeggiare” nello spazio, ma nella simulazione su Marte ho fatto questa esperienza. È stato davvero emozionante» i sogni richiedono sacrifici. «Ho dovuto sempre mettermi in gioco, imparare molto presto a vivere da sola, stare lontano dalla famiglia, dagli amici, dalla mia terra a cui sono profondamente legata. Ho dovuto impormi in un ambiente di lavoro e di studio prettamente maschile». Però bisogna anche sfatare altri luoghi comuni: «Andare a studiare e a lavorare all’estero non è poi una condizione penalizzante. Dimentichiamoci l’immagine dell’emigrante che non trova lavoro a casa ed è costretto a partire. Oggi il mondo è globalizzato, tutti si spostano in continuazione da un paese all’altro, si tratta di una condizione comune».
IL LICEO CLASSICO
a proposito di studio, il liceo classico ha formato un futuro ingegnere astrofisico: «Ho sempre pensato che il classico possa formare adeguatamente qualsiasi professionalità. È la forma mentis che crea a fare la differenza». Cresciuta a Seneca e Plutarco e ancora oggi continua a rileggere le sue “Vite parallele”. Non solo: «Adoro Dante. Mia mamma ha appena finito di leggere l’intera Divina Commedia e questa è un’occasione per scambiarci impressioni e suggestioni».
In tempi di covid si può continuare a sognare, fare progetti? «Certo, non bisogna lasciare che questo tempo vada sprecato, si possono inventare nuovi modi di lavorare. Ai ragazzi dico di non smettere di pensare in grande, di non accontentarsi e lasciarsi vivere. E dico di fidarsi della scienza, di crederci. I vaccini sono una speranza concreta, affidiamoci a chi li ha elaborati e consideriamoli una speranza, non un rischio o un pericolo».

 

 

 

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